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DOMANDE

In questa pagina troverete le risposte alle domande più comuni:

C'è qualche droga che fa meno male delle altre?                        

E’ vero che le canne e l'ecstasy non creano dipendenza?

E’ vero che tutte le droghe danno una dipendenza psicologica?

E’ vero che chi si droga è stato traviato da cattive compagnie: se smette di frequentarle smette di drogarsi?

Bisogna preoccuparsi anche per l'uso delle droghe leggere?

E' possibile tentare un recupero a casa per evitare il soggiorno in comunità?


C'è qualche droga che fa meno male delle altre?

Tutte le droghe sono sostanze psicotrope, e perciò influiscono sia sul cervello, sia sull'organismo, intossicandolo in maniera più o meno grave secondo le modalità, delle condizioni di assunzione e del livello di sensibilità del singolo soggetto. Naturalmente, l'uso prolungato di qualsiasi sostanza porta conseguenze di qualche tipo, che non si possono prevedere.

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E’ vero che le canne e l'ecstasy non creano dipendenza?

La dipendenza può essere anche psicologica, e la persona potrebbe trovarsi a dipendere psicologicamente dalla sostanza e dal contesto in cui quella sostanza è usata: ad esempio la discoteca. 

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E’ vero che tutte le droghe danno una dipendenza psicologica?

Gli adolescenti non possiedono capacità introspettive e di autosservazione sufficientemente sviluppate, non riescono a valutare l'esistenza di un fenomeno come quello della dipendenza psicologica che si instaura in maniera graduale ed è percepito dapprima come voglia saltuaria di ripetere un'esperienza piacevole, poi come desiderio abituale, e solo successivamente come idea fissa e incontrollabile, che porta a comportamenti descritti quasi come automatici.

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E’ vero che chi si droga è stato traviato da cattive compagnie: se smette di frequentarle smette di drogarsi? 

L'apprendimento al consumo avviene attraverso la spinta imitativa che l'adolescente riconosce come propria, anche se condivisa con il gruppo dei pari e sollecitata dalle varie situazioni di socializzazione che incontra nel percorso di crescita. la stessa famiglia, così come d'altra parte la scuola, possono costituire ambiti di apprendimento al consumo, che si realizza ad esempio attraverso il rapporto tra fratelli, tra compagni di classe e di istituto.

Sensibilizzare il ragazzo sul fatto che può dire di "no" se le scelte di comportamento degli amici non lo convincono, costituisce il modo più facilmente accettabile per sostenere la sua capacità di autonomia dal gruppo aiutandolo a riconoscere la funzione costruttiva della relazione amicale, cioè il rispetto della diversità.

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Bisogna preoccuparsi anche per l'uso delle droghe leggere?

L'uso di hashish e marijuana non comporta necessariamente il passaggio ad altre droghe, ma è certo che la stragrande maggioranza dei tossicodipendenti ha iniziato fumando uno spinello. L'utilizzo di cannabis può essere quindi solo una parentesi nella difficile fase dell'adolescenza, ma può anche evolversi in tossicodipendenza. E' perciò importante dare peso anche a questo tipo di comportamento, perché il desiderio del ragazzo di estraniarsi dalla realtà è sempre il frutto di un senso di inadeguatezza e di disagio che va approfondito con attenzione.

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E' possibile tentare un recupero a casa per evitare il soggiorno in comunità?

Secondo la nostra esperienza, è molto difficile che la famiglia sia in grado di gestire i tanti problemi che la presenza di un tossicodipendente in casa comporta. Le suggeriamo, in ogni caso, di appoggiarsi sempre a persone, enti e associazioni che conoscono il problema e possano garantire un programma educativo a medio-lungo termine.

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Non smettere mai di aiutarsi...

 


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